La storia del nuoto

Organizzazione del nuoto in Italia



Il 19° secolo fu caratterizzato da un rinnovato interesse per l'attività sportiva. Nella sua generalità questo processo diede spesso luogo a movimenti organizzati, che da una parte esprimevano una concezione dell'educazione fisica appannaggio dello Stato, dall'altra portarono alla nascita e allo sviluppo delle diverse discipline sportive. Alla fine del secolo l'importanza morale dei valori caratteristici dello sport trovò un'esplicita affermazione nella rinascita del movimento olimpico. Nel 1894 fu infatti fondato il Comitato olimpico internazionale e due anni dopo ebbero luogo i primi Giochi Olimpici dell'era moderna. Il nuoto era una delle nove discipline ammesse. Il percorso verso il nuoto sportivo si era evoluto passando dagli aspetti curativi (bagni termali) a quelli ricreativi e ristoratori e poi a quelli più tipicamente sportivi del cimento e del confronto.


L'Italia è stata rappresentata nelle Olimpiadi di nuoto fin dal 1900; in quell'occasione dai soli Paolo Bussetti e Fabio Mainoni. Bussetti fu settimo nei 200 m dorso (che usciranno dal programma dei giochi dall'edizione successiva, per farvi ritorno nel 1964) e Mainoni sesto nei 4000 m stile libero. In Italia comunque la pratica sportiva del nuoto è stata determinata dall'opera di proselitismo di pionieri tra i quali spiccano le figure di Achille Santoni e Giuseppe Cantù. Era l'epoca delle Rari Nantes e della loro meritoria opera rivolta all'attività di salvataggio da annegamento. Il primo dei circoli Rari Nantes venne fondato il 15 agosto 1891 a Roma, con sede sul Tevere, dal trentino Santoni. Il primo Campionato italiano si disputò sul lago di Bracciano il 14 agosto 1898: vincitore, sul miglio, il diciottenne milanese Arturo Saltarini. Nel 1899 venne costituito a Como il collegio Pionieri del nuoto dal quale più tardi (23 maggio 1900) ebbe origine la Federazione italiana Rari Nantes (FIRN) che coordinò per un lungo periodo l'attività natatoria in Italia e che aderì alla FINA nel 1910. Questa fase diede impulso in pochi anni alla pratica di attività più classicamente sportive, portando alla diffusione di cimenti 'fluviali'. La nascita del CONI (1914) contribuì a migliorare l'organizzazione degli sport agonistici. I primi campionati italiani in campo chiuso, con cui nasceva il nuoto di velocità, si svolsero solo a partire dal 1919 ed erano riservati a nuotatori maschi. Le distanze di gara erano quelle del programma olimpico: 100, 400, 1500 m stile libero, 100 m dorso e 200 m rana, staffetta 4x200 m stile libero. Le donne trovarono spazio a partire dal 1921, gareggiando solo sui 100 m stile libero. La prima competizione in piscina si svolse nel 1923 nel Centro di educazione fisica di Roma. Nel programma maschile furono inseriti i 100 m rana a partire dal 1920 e i 50 m stile libero sei anni più tardi. Questa gara fu introdotta contemporaneamente anche nel settore femminile, che si arricchì di lì a poco anche dei 400 m stile libero (1929), dei 100 m dorso e dei 200 m rana due anni dopo, e della staffetta 4x100 m stile libero nel 1935. Intanto dal 1927 il governo passò alla nomina diretta dei dirigenti del CONI e delle federazioni, cancellando i procedimenti elettivi fino allora in vigore. Lo sport e l'attività ginnica da una parte erano intesi come strumento di valorizzazione delle qualità fisiche e di quelle psichiche, dall'altra assumevano una valenza fondamentale in senso nazionalistico e di formazione militare. La FIRN fu ufficialmente incorporata nel CONI nel 1928 e, come per tutte le altre federazioni, la sua sede fu trasferita d'obbligo a Roma nel 1929. In quell'anno Augusto Turati, allora segretario del Partito nazionale fascista, assunse direttamente la carica di presidente del CONI e temporaneamente anche di tutte le federazioni; il nome della FIRN fu trasformato in FIN. L'anno precedente era stato organizzato il primo grande evento sportivo italiano: nello stadio del Littoriale, edificato a Bologna tra il 1925 e il 1927, si svolse il secondo Campionato europeo di nuoto, il primo sotto l'egida della LEN, fondata proprio quell'anno. Giuseppe Perentin, secondo nei 1500 m stile libero in 21′50,4″, diede all'Italia la prima delle 107 medaglie conquistate tra il 1927 e il 2004 nella storia di questa manifestazione. Nelle cinque edizioni successive dei campionati europei furono vinte in totale 10 medaglie (nessuna d'oro), due delle quali di staffetta (la 4x200 m stile libero, l'unica che si disputava). Paolo Costoli, prima grande nuotatore, poi altrettanto grande allenatore, ne vinse 6, 4 delle quali individuali. L'organizzazione tecnica del nuoto italiano registrò un notevole impulso sotto la presidenza di Luigi Arpinati, tra il 1930 e il 1933. In quegli anni fu istituita la Coppa federale, riorganizzato il sistema delle categorie atleti, creato il campionato a squadre di nuoto e furono programmati corsi di formazione dei tecnici tenuti da esperti stranieri. Nella seconda metà degli anni Trenta risultavano censite in Italia 22 piscine coperte e 83 piscine scoperte. Gioielli del regime erano il Littoriale di Bologna e il Foro Mussolini (poi Foro italico) di Roma. La guerra ebbe naturalmente pesanti conseguenze dirette sul mondo dello sport. Nel 1945 le federazioni nazionali di molte discipline sportive risultavano doppie: a Milano operavano i commissari con nomina successiva al 25 aprile 1945; a Roma i reggenti nominati dopo la Liberazione del Centro-Sud. Anche la FIN subì questa dicotomia e fu solo l'intervento di Giulio Onesti, nominato reggente straordinario del CONI nel 1944, poi commissario straordinario e infine presidente (1946), a porre fine a questo stato di cose, portando definitivamente la sede del CONI a Roma, riunificando le federazioni e ponendo fine al sistema di nomina governativa dei presidenti. L'attività agonistica del nuoto riprese fin dal 1945. L'anno successivo fu approvato il nuovo statuto federale, che organizzava l'attività periferica in comitati regionali, mentre sul piano delle competizioni nazionali riprese il campionato a squadre di nuoto (la Coppa federale del periodo fascista), con il nome di Torneo federale. Sebbene in Italia per gli effetti della guerra fossero in funzione due sole piscine coperte, la FIN riuscì a inviare una sua rappresentativa ai Campionati Europei di Montecarlo del 1947: 18 nuotatori (8 dei quali donne) che conquistarono una sola finale, nella 4x200 m stile libero maschile (sesta posizione). Nessun nuotatore azzurro prese parte ai Giochi Olimpici di Londra del 1948, dove si registrò però lo straordinario successo della squadra di pallanuoto, già vincitrice del titolo europeo l'anno precedente a Montecarlo. Sul piano nazionale, nel 1951 si verificavano la nascita dello stile a farfalla e la sua separazione dalla rana in sede di campionato italiano, in leggero anticipo sul regolamento internazionale che sancirà la separazione dei due stili alla fine del 1952. Agli Europei di Vienna l'Italia schierò in gara 12 atleti, 7 dei quali uomini. Nessuna medaglia e quattro finali, due delle quali individuali. I nuotatori italiani tornarono ai Giochi Olimpici di Helsinki nel 1952 senza raccogliere finalisti; nell'occasione furono convocate anche 5 nuotatrici, per gareggiare nella staffetta. In questa stessa sede, quarantotto anni dopo, gli azzurri saliranno sul trono d'Europa vincendo, per la prima volta nella storia del nuoto, sia la classifica maschile sia quella complessiva. Nel 1954 la Federazione organizzò a Torino i Campionati Europei, mentre il CONI, a partire da Roma e Trieste, istituì i Centri di addestramento al nuoto in tutte le città sedi di piscina coperta che, voluti fortemente da Mario Saini (allora vicesegretario del CONI), produrranno nei decenni successivi risultati fondamentali sia sul piano tecnico sia in termini di diffusione del nuoto. Venne indetto anche il concorso per la costruzione di 40 piscine scoperte da 25 m, vinto dall'architetto Pier Luigi Nervi che in occasione dei Giochi di Roma del 1960 progetterà e realizzerà il Palazzo dello sport. Anche sul piano agonistico arrivò finalmente una medaglia in una competizione internazionale, conquistata agli Europei di Torino da Angelo Romani nei 400 m stile libero. Nel 1956 a Melbourne, nell'Olimpiade che segnò il trionfo del nuoto australiano su quello americano, si registrò la prima partecipazione a livello individuale di una nuotatrice azzurra ai giochi olimpici: si trattava della veneziana Elena Zennaro. Nello stesso anno la Federazione dovette affrontare una grave crisi istituzionale, con il consiglio federale sfiduciato dall'assemblea. Ancora in quell'anno l'allenatore ungherese István Hunyadfi fuggì dal suo paese invaso dai sovietici per approdare in Italia. Nel 1957 la FIN venne trasferita a Roma, dove il CONI volle tutte le federazioni in preparazione dei Giochi Olimpici di Roma. Nel 1958 a Budapest la Federazione festeggiò il primo titolo europeo grazie a Paolo Pucci. Nel 1962, dopo aver subito una squalifica, Fritz Dennerlein, a Montecarlo, migliorò il record nei 200 m farfalla, tornando in possesso del primato continentale conquistato poco prima a Belgrado dal sovietico Vladimir Kuz´min. Il presidente della Federazione Luigi Durand de La Penne tentò di attuare una riforma dello statuto federale che avrebbe snellito il consiglio federale, attribuendo più poteri al presidente; inoltre propose la liberalizzazione dei trasferimenti e la fine del vincolo di tesseramento. Fallito il tentativo di riforma, per le dimissioni dei componenti della commissione Carte federali, il CONI procedette dopo pochi mesi alla nomina di un commissario straordinario, incarico per il quale fu scelto il segretario generale del CONI Saini. Le sue prime decisioni furono le nomine dei commissari tecnici delle squadre nazionali: Bubi Dennerlein per il nuoto maschile, Hunyadfi per quello femminile, Bandi Zólyomy per la pallanuoto e Horst Görlitz per i tuffi. Poco dopo varò il Trofeo Sette Colli, che divenne la gara internazionale per eccellenza del nuoto italiano e che nel Duemila entrerà nel prestigioso circuito internazionale Mare Nostrum. Dopo la reggenza di Saini, conclusasi nel 1964, e la lunga presidenza di Aldo Parodi (1964-1982), la Federazione ha vissuto un periodo tormentato da commissariamenti e dimissioni. Tuttavia, durante la gestione di Bartolo Consolo (1987-1999), si raccolsero grandi risultati sportivi, preludio al magico momento vissuto dall'Italia del nuoto tra il 2000 e il 2004, sotto la presidenza di Paolo Barelli. In questi ultimi cinque anni i nuotatori italiani hanno vinto, infatti, 8 medaglie olimpiche (3 d'oro, 2 d'argento e 3 di bronzo), 7 medaglie in sede di campionato del mondo (2 delle quali d'oro), e 37 medaglie in 3 edizioni di campionati europei, 14 delle quali d'oro. In precedenza ne erano state vinte 7 nelle prime 22 edizioni dei giochi olimpici (4 delle quali nelle tre edizioni tra il 1988 e il 1996), 15 nelle prime 8 edizioni dei campionati del mondo (9 delle quali tra il 1991 e il 1998) e 70 nelle prime 24 edizioni dei campionati europei (nelle ultime 5 edizioni degli europei sono state vinte 48 delle 107 medaglie totali e 15 delle 25 d'oro). Le discipline che fanno riferimento alla FIN sono: nuoto, pallanuoto, tuffi, nuoto sincronizzato, nuoto di fondo (in acque libere) e nuoto per salvamento. Gli interlocutori naturali della FIN sono il CIO e il CONI; la FIN svolge la propria attività secondo le norme e le regole previste da questi due organi. La FIN è inoltre membro della FINA e della LEN. Per il nuoto per salvamento, la FIN è affiliata alla International Life Saving (ILS) e alla International Life Saving Europe, i due organismi internazionali, mondiale il primo ed europeo il secondo, che regolano questa specialità. Per la promozione delle attività natatorie in altri ambiti, la FIN è anche membro della Confédération méditerranéen de natation (COMEN) e della Confederación latina de natación (COLAN). La prima promuove e indice manifestazioni che interessano in particolare l'attività dei settori giovanili, per le varie discipline, delle federazioni dell'area del Mediterraneo; la seconda promuove ‒ prima a livello assoluto e, dalle ultime due edizioni (2002 e 2004), a livello dei 20 anni per i maschi e dei 18 per le femmine ‒ la Coppa latina, incontro per rappresentative nazionali delle federazioni latine nel mondo. I compiti che la Federazione svolge per il raggiungimento degli scopi istituzionali sono: organizzare, disciplinare, propagandare e diffondere la disciplina del nuoto nelle sue varie componenti, anche attraverso il potenziamento dell'impiantistica sportiva; partecipare alle competizioni nazionali e internazionali; predisporre la preparazione degli atleti e approntare i mezzi necessari alla partecipazione delle discipline alle Olimpiadi; definire e adottare, anche d'intesa con il CONI, misure di dissuasione, di prevenzione e di repressione dell'uso di sostanze dopanti, intese ad alterare le naturali prestazioni fisiche degli atleti nelle attività sportive. Alla fine del 2004 risultavano più di 1200 le società affiliate alla FIN, le quali costituiscono la base dell'assemblea elettiva che a sua volta elegge il presidente, il consiglio federale e i revisori dei conti. L'attività della FIN ha fatto registrare un forte incremento, in particolare negli ultimi anni, in tutte le componenti della vita federale. Significativi aumenti si sono avuti nel numero degli atleti agonisti tesserati, dei tecnici operanti a vari livelli (da istruttori ad allenatori), dei giudici. Di impressionanti dimensioni anche lo sviluppo delle scuole nuoto, mentre il numero dei praticanti, intesi come frequentatori non occasionali di piscine, è più che raddoppiato dal 1996 al 2003. Di particolare importanza, per i contenuti sociali che implica, è il dato positivo sui tesserati del settore salvamento, che trova riscontro nella netta riduzione del numero di decessi per sommersione e annegamento in tutte le regioni d'Italia. Nel 2002 questo impegno ha ottenuto il riconoscimento da parte dello Stato, attraverso il dipartimento della Protezione civile, con l'iscrizione al relativo albo nazionale. Nel 2004 il ministero dell'Ambiente ha attribuito inoltre ai corsi di nuoto e salvamento della FIN la qualifica di tutori dell'ambiente. Un importante contributo a questo risultato globale è dato dalla promozione dell'impiantistica sportiva, sviluppata attraverso la realizzazione di progetti costruttivi e di piani di gestione che consentono una diffusione sempre maggiore dell'attività natatoria. Allo stesso modo non può essere ritenuto estraneo al successo sportivo della FIN il risultato ottenuto, in termini di formazione e aggiornamento dei tecnici, dal settore Istruzione tecnica e dal Centro studi della Federazione. La FIN ha sede a Roma, ma è presente su tutto il territorio attraverso una rete di comitati regionali e di rappresentanti e fiduciari locali, la cui attività, nell'arco dell'ultimo quadriennio, ha comportato la gestione di circa 80.000 giornate di gara. Sul piano dell'attività agonistica nazionale, la FIN indice e organizza, nel settore nuoto, tre campionati nazionali a livello assoluto: campionati italiani invernali assoluti; campionati italiani assoluti primaverili; campionati italiani assoluti estivi. Il primo campionato si disputa in vasca da 25 m nel mese di dicembre; gli altri due in vasca da 50 m, rispettivamente nel periodo marzo-aprile e in quello luglio-agosto, in ragione degli impegni agonistici del calendario internazionale europeo e mondiale. A livello giovanile sono indette e organizzate due manifestazioni, una nel periodo febbraio-marzo, l'altra in quello luglio-agosto. Anche in questo caso la prima è su base di 25 m, la seconda di 50. Sono poi disputati due campionati nazionali per squadre di società, il primo nel periodo invernale (con finale a fine gennaio), l'altro con fase finale intorno alla metà di giugno.