La storia del nuoto

Il nuoto moderno




Il nuoto moderno, agonistico, ha avuto origine in Inghilterra nella prima metà del 19° secolo. Le prime competizioni programmate si svolsero a Londra nel 1837, organizzate dalla National Swimming Society. Nel 1844, sempre a Londra, si tenne un'esibizione di indigeni americani, le cui straordinarie prestazioni lasciarono sbalorditi i nuotatori britannici, che per muoversi nell'acqua si affidavano al più composto ed estetico stile rana. A proposito di questa esibizione, il giornale The Times sottolineò le caratteristiche del nuovo stile, contrassegnato da 'violente' bracciate e da sostenuti movimenti delle gambe che, secondo l'osservatore, avrebbero formato 'figure grottesche'. In quell'occasione, tuttavia, i nuotatori della tribù Ojibway furono sconfitti da un inglese che aveva eseguito la classica rana. Così il nuovo stile, pur potenzialmente di gran lunga più veloce, non fu adottato; solo molto tempo dopo venne introdotto come crawl, con l'effetto di stravolgere il nuoto agonistico. Eppure la tecnica era, come si è visto, molto antica: inoltre, gli indigeni delle Americhe, dell'Africa occidentale e di alcune isole del Pacifico usavano il crawl da generazioni, mentre gli europei si limitavano alla rana e a forme di nuoto sul fianco.
Nel 1858, alla periferia di Melbourne, si tenne la prima competizione di nuoto a carattere internazionale: fu disputata sulla distanza di 100 yard e fu solennemente definita Campionato del Mondo. I britannici, tuttavia, ebbero il merito di capire che il futuro della pratica sportiva era nell'associazionismo. Così a Londra, nel 1869, nacque una federazione che riuniva alcuni club nazionali di nuoto, disposti ad accettare regole chiare e valide per tutti. Man mano che il nuoto cresceva di popolarità venivano costruite nuove piscine, e quando nel 1880 fu creato un nuovo organismo direttivo, la Amateur Swimming Association, questo contava più di 300 società iscritte.
In un'epoca in cui la resistenza veniva premiata più della velocità, un ambizioso obiettivo per i nuotatori era rappresentato dall'attraversamento della Manica, fino ad allora dimostratosi impossibile. Il 24 agosto 1875 il capitano Matthew Webb si immerse nelle acque di Dover, intenzionato a compiere l'impresa. Dopo 21 ore e 45 minuti toccò terra in Francia, a Capo Gris-Nez, divenendo il primo uomo a conquistare la Manica: affidandosi principalmente alla rana, aveva nuotato per 38 miglia su una distanza di 20 miglia in linea retta. Fu un viaggio non privo di episodi bizzarri, oltre che di qualche difficoltà: lungo il percorso, infatti, il capitano Webb fu punto da una medusa e dovette affrontare una brutta tempesta, mentre per mantenersi sveglio e continuare a nuotare cantò, sorseggiò caffè e birra e mangiò bistecche.
Nel 1896 il nuoto fu inserito tra gli sport delle prime Olimpiadi moderne di Atene, restando sempre da allora disciplina olimpica. Dodici anni dopo all'Hotel Manchester di Londra, in occasione della quarta edizione dei Giochi Olimpici, rappresentanti di otto nazioni europee dettero vita alla FINA (Fédération internationale de natation amateur), l'organismo mondiale che ancora oggi presiede all'organizzazione delle manifestazioni di nuoto, di nuoto di fondo, di tuffi, di pallanuoto e di nuoto sincronizzato, stabilendone le regole e certificandone i record.